Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Voluto dall'Unione Europea per limitare Internet Explorer e atteso originariamente insieme a Windows 7, il ballot screen ha subito rimandi e rimaneggiamenti successivi finché Microsoft ha ceduto inserendo nella schermata 12 browser scelti dagli utenti.
Nonostante alcune difficoltà tecniche che hanno costretto a un aggiornamento, già si vedono gli effetti con l'abbandono di Internet Explorer a favore dei browser proposti a partire dal primo marzo: Opera, Safari, Firefox, Chrome, Internet Explorer nelle prime posizioni e altri sette browser meno diffusi, scontenti per il trattamento ricevuto.
Ecco le nostre brevi recensioni dei cosiddetti browser "minori":
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Libertà di espressione in serio pericolo in SpagnaSe la legge sul Commercio Elettronico (e sui Servizi delle Società di Informazione) verrà approvata, tutti i siti web che non siano registrati saranno considerati illegali e potranno incorrere in pesanti multe, che di fatto paralizzeranno per sempre la loro attività. [ZEUS News - www.zeusnews.com - 12-05-2001]
Secondo l'articolo 2, il pubblicare informazioni online, anche se non si riceve un pagamento diretto dai "clienti", è considerato come un "servizio di società di informazione" e perciò è soggetto a questa legge sul commercio elettronico. Non è necessario il pagamento perchè un editore venga equiparato a una "società di informazione": come sancito sempre nell'articolo 2, i motori di ricerca e i siti che pubblicano notizie sono anch'essi "società di informazione"; questo significa che i siti di news, le librerie elettroniche, i siti che raccolgono i testi accademici, le associazioni senza fini di lucro che pubblicano notizie sulla violazione dei diritti umani... tutti costoro devono assoggettarsi alla legge sul commercio elettronico, che è assolutamente irragionevole. Abbastanza stranamente, le sole eccezioni considerate da questo articolo sono le trasmissioni TV, radio e teletext (televideo), ma non si fa cenno alle associazioni senza fini di lucro, alle università... anche l'email non è contemplata dalla legge, ma solo se non viene utilizzata per attività proprie di una "società di informazione": così, per assurdo, anche le associazioni senza fini di lucro che pubblicano una newsletter sulle violazioni dei diritti umani sono soggette a questa legge. Come si può notare, questa legge non riguarda affatto il solo commercio elettronico, ma l'intera rete Internet. L'articolo 50 prescrive che ogni sito web inerente a questi "Servizi" deve essere registrato e possedere un nome di dominio. Perciò questa legge potrebbe far diventare illegale qualsiasi sito web che non sia registrato pubblicamente e che non possieda il proprio nome di dominio (la maggior parte dei siti spagnoli, come potete immaginare). L'articolo 50 stabilisce una sanzione di 90.000 euro (pari a quasi 175 milioni di lire!) "se non viene indicato il pubblico registro in cui il sito è registrato, o il nome di dominio utilizzato per offrire servizi di informazione". L'articolo 11 rende impossibile mantenere siti web anonimi. Secondo questo articolo, è obbligatorio indicare nome e cognome, indirizzo e tutti i propri dati; sono necessarie ulteriori informazioni se il sito è davvero inerente al commercio elettronico. Inoltre, l'articolo 30 rende obbligatorio che tutte le operazioni con gli utenti siano equiparate a transazioni commerciali: questo significa che dovrete fornire un opportuno contratto, utilizzare un linguaggio "burocratese" e adempiere a numerosi altri doveri che avrebbero senso nel caso di una vera e propria transazione commerciale, ma che sono completamente assurdi se si tratta semplicemente di persone che si scambiano informazioni sul web.
Ancora peggio, vogliono rimanere anonimi, cosa più che comprensibile visto che stanno denunciando violazioni dei diritti umani: stanno quindi violando l'articolo 11. Facendo il conto, questa associazione potrebbe trovarsi di fronte a una multa di circa 175.000 euro (pari a quasi 340 milioni di lire) solo per aver messo su un sito web. Il messaggio per politici e funzionari corrotti è chiaro. Se c'è qualche gruppo che ha messo online un sito web "fastidioso", usate questa legge e potrete appioppare loro multe elevatissime. David Casacuberta Articolo tratto da Kriptopolis Traduzione e adattamento a cura di ZEUS News
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